La crisi c’è… anche in agricoltura!

Il settore zootecnico è agli sgoccioli.

Dopo anni da allevatore (quasi 10) e una tradizione che perdurava dal 1978 quando mio nonno decise di aprire una stalla di bovini di razza Marchiana, oggi a malincuore sono costretto a chiudere i battenti. Costretto perché è un settore che nel mio caso non ha guadagno, e negli ultimi anni si è sempre lavorato in rimessa nella speranza che prima o poi le cose sarebbero cambiate, infatti la spinta maggiore l’ho sempre avuta dalla passione e l’amore verso gli animali, anche se qualcuno potrebbe contestarmi il fatto che poi vanno al macello, perché la razza Marchigiana è una razza specifica per la carne, vorrei solo ricordare che ci sono cuochi o pizzaioli (giusto per fare un esempio) che comunque sia, nel loro ristorante/pizzeria ti servono sia la carbonara che la pizza con sopra la salsiccia.

Chiusa questa piccola parentesi vorrei entrare un po’ di più nello specifico del discorso per provare a sensibilizzare quantomeno il consumatore medio di carne, per fargli aprire gli occhi e capire quali scenari si prospettano di questo passo. In un allevamento come il mio tutti i bovini sono iscritti al libro genealogico (anagrafe bovina) l’alimentazione e i controlli sanitari sono tutti a norma con le leggi vigenti in italia per il marchio IGP e quindi carne certificata come il marchio DOC e DOP, praticamente la maniere più trasparente che ci sia per il consumatore finale, per dargli tutta la tracciabilità del prodotto finale (bistecca, filetto, ecc…) che poi compra al supermercato o dal macellaio. Ovviamente per avere tutto ciò ci sono dei costi e non pochi, ma tutto questo si fa per mangiare sano! Invece prendiamo il vitellone che viene da Belgio, Scozia, Romania, Argentina… hanno gli stessi controlli nostri? Soprattutto sui mangimi? Ovviamente la risposta è no! Poi arriviamo al supermercato nel banco della carne troviamo sempre da una parte il reparto carne nostrana farcito di bei cartelli mostranti i marchi per i quali “lottiamo” dall’altra carne proveniente da fuori Italia, guardate il prezzo di una bistecca per esempio e vedrete che ci sono quasi 10€ di differenza tra l’una e l’altra. Allora quello che vi voglio far capire è che, se io allevatore di razza Marchigiana IGP non riesco a stare dentro ai costi che sostengo durante la fase di allevamento e mi trovo costretto a chiudere, l’allevatore estero che la propria carne viene venduta qui in Italia il prezzo è nettamente inferiore alla produzione nostra, come fa ad abbattere i costi? Oltretutto se vi dico che il ciclo del Vitellone o Manza che sia è di circa 30 mesi ( 9 di gestazione più 21 di allevamento) e che il rischio è tutto a carico dell’allevatore, che una mezzena viene pagata circa 4,50/5,60 € al chilogrammo e poi nel banco ve la vendono per 27 € circa la bistecca. In poche parole il guadagno è sempre per chi commercia, chi da dietro una scrivania muove le mandate di carne e chi la vende al consumatore finale. Le associazioni di categoria non ci tutelano visto che pensano solo a prendere la loro “parcella” e a far finta di urlare per gli agricoltori davanti ai media, lo stato e tutti i suoi corpi correlati non ci tutela importando carne da fuori senza i dovuti controlli e senza contare che i costi in molti paesi (anche solo la semplice manodopera) sono nettamente più bassi rispetto all’Italia. 

Per ora ho finito di polemizzare, però avevo bisogno di urlare la mia rabbia anche qui sul web, perché la salute alimentare è al primo posto in questi casi… se non mangi non vivi!

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